
Si è svolto martedì 6 ottobre 2026, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bergamo, il seminario “Discontinuità e tutele nel lavoro artistico: modelli europei a confronto”, promosso dal Corso di Dottorato in Produzione, gestione e management delle arti, dello spettacolo e delle Istituzioni AFAM del Conservatorio di Musica “S. Cecilia” di Roma, attivato in convenzione con l’Università degli Studi di Bergamo e il Politecnico delle Arti di Bergamo.
L’incontro ha proposto un’ampia riflessione sulle specificità del lavoro artistico e dello spettacolo, con particolare attenzione ai temi della discontinuità, dell’intermittenza, della mobilità e delle tutele previdenziali e sociali.
Il seminario ha riunito studiosi ed esperti italiani e internazionali, offrendo un confronto tra il modello italiano e alcune significative esperienze europee. In particolare, sono stati approfonditi i contesti di Francia, Irlanda e Spagna, attraverso contributi dedicati alle diverse forme di regolazione e protezione del lavoro artistico.
I lavori sono stati introdotti e moderati da Lucio Imberti, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bergamo e componente del Collegio dottorale, e da Giuseppe Leotta, Coordinatore del Corso di Dottorato del Conservatorio “S. Cecilia”.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti Eliana Como e Sabina Di Marco della Fondazione Di Vittorio e SLC-CGIL, con la presentazione della ricerca “Scena e schermo”; Giuseppe Ludovico dell’Università degli Studi di Milano, sugli aspetti previdenziali del lavoro nello spettacolo; Elena Mazzoleni dell’Università degli Studi di Bergamo, sul tema della creazione, mobilità e intermittenza degli artisti dello spettacolo oltre confine; Paraic Mc Quaid dell’Institute of Art, Design and Technology di Dun Laoghaire, sul Basic Income for the Arts in Irlanda; Pierre-Michel Menger del Collège de France di Parigi, sul contesto francese; Marco Novella dell’Università di Genova, sul rapporto tra coinvolgimento, creatività e lavoro dell’artista dello spettacolo; Maria José Rodríguez Ramos dell’Universidad de Sevilla, sullo Statuto dell’Artista in Spagna; e Micaela Vitaletti dell’Università della Tuscia, sul tema del tempo nel lavoro artistico.
Il confronto ha evidenziato la complessità e la specificità del lavoro nelle arti performative, caratterizzato da percorsi professionali discontinui, elevata mobilità e forme di impiego spesso lontane dai tradizionali modelli del lavoro subordinato. Al tempo stesso, le esperienze presentate hanno mostrato la necessità di sviluppare strumenti di tutela capaci di rispondere alle trasformazioni del settore e alle peculiarità delle professioni artistiche.
La dimensione internazionale del seminario ha consentito di mettere a confronto approcci differenti, favorendo una riflessione sulle possibili prospettive di evoluzione delle politiche sociali e del lavoro rivolte agli artisti e ai professionisti dello spettacolo.
L’incontro conferma l’impegno del Corso di Dottorato nel promuovere occasioni di dialogo interdisciplinare e internazionale sui temi della ricerca, della gestione e del lavoro nel settore delle arti e dello spettacolo.
Si ringraziano tutti i relatori, le istituzioni coinvolte e i partecipanti che hanno contribuito alla riuscita del seminario e alla ricchezza del confronto.