Mariafrancesca Godino è una coreografa e artista transmediale che unisce scenografia, danza e tecnologie digitali. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove indaga lo spazio come organismo sensibile, e prosegue gli studi in Composizione Coreografica a indirizzo tecnologico presso l’Accademia Nazionale di Danza, sviluppando una pratica che intreccia corpo, immagine e dispositivi interattivi.
Inizia progettando scene teatrali e osservando come le strutture influenzino il movimento. Progressivamente il suo interesse si sposta dal disegno dello spazio al disegno dell’azione, integrando danza contemporanea, improvvisazione, performance art e tecniche video. Il corpo diventa così un punto di connessione tra presenza fisica e ambienti digitali, generando geometrie, ritmi e nuove modalità di percezione.
Parallelamente approfondisce la relazione tra gesto e camera, creando screendance, video-creazioni e corti documentari, sviluppando al contempo dispositivi intermediali che esplorano l’interazione tra corpo, immagine e spazio. Questa linea di lavoro conosce nel 2025 un ulteriore sviluppo con Corpi e Circuiti, installazione performativa site-specific in cui il corpo dal vivo dialoga con la sua controparte digitale, costruendo un ambiente immersivo in continua trasformazione.
La sua ricerca indaga le possibilità di una composizione condivisa tra sistemi corporei e sistemi tecnologici, osservando come tecnologie e movimento possano generare forme narrative fluide e ambienti sensibili. Collabora con artisti e professionisti in progetti che attraversano media diversi, sviluppando pratiche basate sull’ascolto e sull’osservazione, sulla trasformazione del gesto e sulla relazione dinamica con lo spazio.
Attualmente è dottoranda presso il Conservatorio di Santa Cecilia, dove porta avanti un progetto dedicato alle connessioni tra suono, corpo e sistemi digitali, con l’obiettivo di definire modelli di creazione fondati sulla co-autorialità paritaria, sulla leadership distribuita, e su nuove modalità di esperienza performativa. La sua ricerca continua a esplorare come il movimento possa espandersi attraverso i media, generando immaginari e processi capaci di trasformare la percezione.