
Venerdì 23 gennaio 2026, ore 20.30 – Teatro Sociale di Bergamo
Ingresso libero con prenotazione su Eventbrite
Il Teatro Sociale di Bergamo ospita Mystery Train – Un viaggio nell’immaginario americano, spettacolo che unisce narrazione storica e musica dal vivo per attraversare uno dei simboli più evocativi della modernità: la ferrovia. L’iniziativa è una produzione del Corso di Dottorato in Produzione, Gestione e Management delle Arti, dello Spettacolo e delle Istituzioni AFAM, attivato dal Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma in convenzione con il Politecnico delle Arti di Bergamo e l’Università degli Studi di Bergamo e con il sostegno della Fondazione Teatro Donizetti.
L’evento rientra nel cartellone del TONO Festival 2026, realizzato dal Politecnico delle Arti di Bergamo nell’ambito del progetto di internazionalizzazione International Network of the Polytechnics of the Arts – Interscape. Lo spettacolo si avvale del sostegno di partner già confermati, tra cui Cavart SpA , il Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Bergamo , CGIL Bergamo , TBS Consulting.
Libertà, frontiera, industria, solitudine. Per oltre un secolo la ferrovia ha rappresentato una delle più potenti metafore dell’America moderna. Dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Cinquanta del Novecento, il treno è stato protagonista della cultura popolare: dalla musica folk alle ballate blues, dal rock delle origini al racconto letterario di un paese in trasformazione.
Mystery Train porta in scena questo universo attraverso un intreccio di parole, brani musicali e letture. Un viaggio che attraversa le opere di Woody Guthrie, Robert Johnson, Johnny Cash, Elvis Presley, fino a Bruce Springsteen. Un percorso che alterna epopea industriale, lotte sociali, sogni di libertà e nostalgia di un tempo mitico.
Mystery Train attraversa oltre un secolo di storia americana seguendo il treno come simbolo della modernità, del lavoro e dell’immaginario collettivo. La narrazione prende avvio dall’irruzione della ferrovia nel paesaggio dell’America di metà Ottocento: un cambiamento che trasformò la natura, la percezione dello spazio e la vita quotidiana. Nelle parole di Hawthorne e Dickinson, così come nelle melodie popolari da Shenandoah a Midnight special, la locomotiva diventa il segno tangibile di un mondo che accelera, corre, si espande.
Questo viaggio prosegue nell’età dell’industria, dove i treni hanno rappresentato la potenza produttiva del paese ma anche le sue contraddizioni: i vagabondi che si muovono clandestinamente in cerca di lavoro, gli operai che raccontano in musica la fatica del quotidiano, le proteste degli Industrial Workers of the World. In questo quadro, si colloca la leggenda di John Henry, il minatore nero che sfidò la scavatrice fino alla morte, simbolo della dignità del lavoro e del conflitto fra uomo e macchina.
La narrazione si chiude nel momento in cui la ferrovia declina e lascia il posto all’automobile, ai pullman, alle grandi autostrade. Il viaggio diventa sempre più individuale, e il treno diviene simbolo di nostalgia di un passato perduto. Le canzoni di Woody Guthrie, Johnny Cash e Bruce Springsteen restituiscono quell’emozione: un senso di movimento che non è più collettivo ma privato, spesso solitario, segnato dal ricordo di ciò che la ferrovia ha rappresentato.
Alessandro Portelli Racconto storico
Scrittore, saggista e docente di letteratura angloamericana alla Sapienza, è considerato tra i fondatori della storia orale come metodo di ricerca storica. Collabora con il manifesto dal 1972. Tra i suoi libri sul mondo americano: America profonda, Badlands. Springsteen e l’America e Bob Dylan, pioggia e veleno.
Gabriele Amalfitano Chitarra e voce
Cantautore e frontman dei Joe Victor, con cui ha pubblicato due album e partecipato a festival come Mi Ami e Sziget. Laureato in filosofia, porta sul palco brani integrali o estratti che dialogano con il racconto storico e introduce anche cenni alla storia dei generi musicali.
Margherita Laterza Voce e letture
Attrice di teatro, cinema e televisione, formatasi al Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha recitato in Bella da morire, Dracula di Rubini, Il terzo tempo. In scena interpreta letture letterarie e storiche, traduce i testi dei brani e canta insieme ad Amalfitano.
Matteo Portelli Tastiera e basso
Musicista, compositore e produttore, con anni di esperienza nella scena indipendente (MiceCars, Yuppie Flu, Mamavegas), dirige lo studio The White Lodge. In questo spettacolo accompagna la recitazione e il canto con la profondità sonora delle tastiere e del basso elettrico.
Ingresso libero con prenotazione su Eventbrite